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Sul terreno ...

Aggiornamento: 13 gen 2021


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"L'arte terapia é prendere la propria parola in mano"


Questa frase ripetuta come un mantra da Jean Pierre Royol (direttore del centro di formazione in Arteterapia Profac), racchiude per me tutto il significato di questo mestiere.

Fin da piccola, nei momenti difficili, in cui non riuscivo ad esprimere verbalmente il malessere o i sentimenti che mi opprimevano, ricorrevo alle attività creative per ritrovare serenità ed equilibrio.

Il processo creativo mi ha sempre permesso di ritrovare quella sensazione di leggerezza necessaria a riorganizzare i pensieri, i problemi e ad identificare a volte le soluzioni.

L'atto creativo infatti aiuta ad esprimere l'inesprimibile, a guardare le cose da un altro punto di vista, con un'altra angolazione e permette di porre le basi per una ricostruzione, una trasformazione e il superamento degli ostacoli.

Ecco perché l'Arteterapia diventa importante per tutte quelle persone in difficoltà che faticano a trovare un equilibrio o non riescono ad esprimersi verbalmente e possono in questo modo farlo attraverso la stimolazione del processo creativo, facendo emergere tutto un mondo interno, inconscio, fatto di immagini, odori, suoni e sensazioni.


Penso alla mia esperienza nelle case di riposo dove spesso regna come un silenzio sospeso, legato alla difficoltà di parola, alla memoria che vacilla, ai movimenti che rallentano e di come l'Arteterapia abbia portato un momento di esplorazione di questo silenzio, offrendo uno spazio di parola altro.

Ogni seduta diventava per la signora C. l'occasione per rievocae episodi del suo passato, sensazioni ed emozioni vissute, risvegliate improvvisamente da un colore, un odore, un'immagine, un elemento ... chissà.

Aprendo le porte della creatività umana si entra nel campo dell'immaginario e ci si apre all'imprevisto, al possibile, esplorando nuove soluzioni e imparando a fare con i propri limiti.

La mia sensazione é che in queste sedute il paziente ritrovi un benessere generale e una propria melodia interna.


Penso anche alla mia esperienza in una associazione per ragazzi con varie disabilità mentali (Trisomia 21, Autismo, malattie genetiche rare ...) dove le sedute di Arteterapia hanno portato un momento di leggerezza e uno spazio di intimità raccolta dove ognuno ha potuto accedere alla propria lingua interna per esprimersi senza paura di giudizio o interpretazione.

Uno spazio dove i ragazzi hanno potuto inventare soluzioni personali senza essere ingabbiati nei loro sintomi e nei loro limiti.

C'é N. (un ragazzo autistico) che si immerge sempre completamente nella materia, spalma il colore sul foglio con le dita, poi con le mani fin quasi con tutto il braccio e poi impasta, accartoccia il foglio e gratta con le unghie per togliere il colore. Scaraboccia, ammassa e poi mi dice "é come il groviglio che sento attorno a me". Penso che potrebbe essere quello che lui prova dentro, un disordine che lo sovrasta e che non riesce a decifrare.


Penso alle sedute in neurologia con il signor R. (colpito da emiplagia in seguito ad un ictus) che si disegna in un paesaggio innevato (mi confessa che adora la montagna) seduto su una slitta ferito, come dice lui 'handicappato" e immobile che puo' solo essere condotto da altri, in questo caso da cani.

Lo spazio arte terapeutico si situa in questo spazio di apertura a un altro linguaggio, diverso rispetto a quello convenzionale, dove il soggetto viene lasciato libero nelle sue esplorazioni, alla ricerca di un linguaggio intimo e di una parola che gli é propria e gli permetta di rileggere in maniera diversa, sotto un'altra ottica, la propria vita.


"Il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre, ma nell'avere nuovi occhi" Proust

L'arte terapia é un invito ad affrontare un viaggio poetico all'interno di se stessi per guardarsi con occhi nuovi, diversi da quelli convenzionali.




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